gs trophy - Motoclub della Superba

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Gs Trophy


Sono di ritorno dalla terza edizione del  Gs Trophy, manifestazione motociclistica in fuoristrada organizzata da BMW Motorrad , 1800 km di piste da percorrere tra Chile ed Argentina e 15 equipaggi, partecipanti provenienti da 18 Nazioni che si sono sfidati in prove di guida, meccanica, orientamento, alla riceca della GS attitude, qualita’ impalpabile di cui, volente o nolente, sono andato alla ricerca durante il viaggio.

L’inizio

Forse e’ cominciata per gioco con l’invio di un curriculum, poi una telefonata da Bmw e la convocazione alle selezioni di meta’ settembre a Pomino nella Tenuta dei Merchesi de Frascobaldi. Qui Beppe Gualini e i suoi hanno selezionato il team di piloti non professioniti che avrebbe rappresentato l’italia in Sud America.
I fortunati che staccano il Biglietto per il sud America sono : Andrea Cica Rossi da Arezzo, Carletto Morini da Imola ed Alessandro Bottani da Genova, eta’ tra i 25 ed i 35, moto possedute diverse, passione comune il tassello.

L’attesa

I due mesi che separano le selezioni dalla partenza passano veloci, tra allenamenti, palestra, nuoto, corsa, moto, mail e telefonate tra tre ragazzi che non si conoscono ancora e che dovranno stare a stretto contatto per una settimana in sud America.
Alla fine, un incontro al Salone del Motociclismo per un’intervista organizzata da BMW e, fatte le valigie, si parte per il sud America!

24/11   Day 0

Dopo circa 28 ore di viaggio arriviamo a Temuco, in Chile, per la consegna delle moto, le F800 gs con I nostri nomi ed I numeri di gara ci aspettano, alcune regolazioni, foto di rito con la bandiera per tutte le squadre e poi si montano le tende, rito che si ripetera’ per tutte le notti del GS Trophy.
La sera cena di benvenuto, abbondanti grigliate di carni e libagioni di forte vino cileno sciolgono gli indugi e scaldano gli animi. L’atmosfera e’ allegra, l’agonismo e i nazionalismi sono rimasti lontano dalla tavola.

25/11  Day 1 Sliding Paradise

Ore 8.30 smontata la tenda e impacchettati I bagagli si parte.
Bandiera a scacchi , fotografi, arco gonfiabile BMW…il morale e’ alle stelle…
Si procede a gruppi di 9 moto ovvero due team costituiti da 3 piloti ed un giornalista ed una guida (Marshall) che apre la fila.
A noi tocca la squadra latino Americana e con loro attraversiamo altopiani dai paesaggi mozzafiato, piste veloci e curve  nelle quali la derapata diventa una consuetudine.
Il fondo e’ ottimo per lo scopo….liscio battuto, senza ostacoli, senza traffico, centinaia i metri di visibilita’, la senzazione e’ quella di essere in un video gioco.
A pranzo prima prova di abilita’: un trial test in mezzo alle Arucarie in un bosco, nulla di complicato, a parte il fatto che l’800 gs pesa 200 kg ed ha pocchissimo sterzo.
Finita la prova  si riparte e di nuovo gas e derapate fino al confine con l’Argentina.
Dall’altra parte delle Ande ci fermiamo ad Alumine’ al rifugio Pedra Pintada. Qui si monta la solita tenda e dopo lo special stage di inversioni a staffetta, la sera a tavola Michel Trammer leggendo le classifiche ci nomina al quinto posto…. soddisfatti andiamo a dormire.

26/11 Day 2 Italia – Francia

Il briefing dopo colazione ci svela I nostri compagni di viaggio di oggi: I cugini di oltralpe. Messi da parte i pregiudizi dell’italiano medio, i ragazzi francesi si rivelano bravi in moto, piacevoli e fisicamente in forma.
Uno di loro e’ un fenomeno del Bike trial che non aveva mai messo una ruota in fuoristrada prima di essere stato selezionato per il gs trophy, gli altri due sono fratelli viticoltori che hanno invece l’aria di averne consumate parecchie di coperture tassellate…..
Gli special stages di oggi sono essenzialmente di carattere non motociclistico: una discesa in rafting con due prove a tempo. Prima e dopo un paio di centinaia di Km di fuoristrada, la sera dormiamo nella prateria con un campo allestito in mezzo al nulla.
I francesi ci hanno portato fortuna in classifica siamo terzi…e sotto la croce del sud ci addormentiamo nelle nostre tende.

27/11 Day 3 Tappa Marathon  con Water games

La sveglia e’ tiranna e fuori dalla tenda ci sono -3 gradi. Tutto e’ gelato….
Questa volta siamo con i sudafricani a percorrere I 350 km in fuoristrada ed i 100 in asfalto che dividono la tenuta XX da S.carlo di Bariloche.
Partenza ore 7…pieno a S. Martin de Los Andes e poi via, iniziano gli special stages, oggi orientati sulla formula spingi-la-moto-nel-guado.
L’acqua e’ gelida e anche con il sole di mezzogiorno gli stivali non asciugano.
Attraversiamo la regione dei laghi fincheggiando specchi d’acqua incantevoli, sempre  senza inncontrare anima viva.
Arriviamo alla sera a S.Carlo de Bariloche con I piedi bagnati e montiamo la tenda in un bellissimo campeggio bordo lago circondato da montagne alte 2500 m.
La sera le energie sono poche, al Day report l’Italia e’ quarta, affoghiamo nel vino tinto gli spettri della retrocessione in classifica.

28/11 Day 4 Home sweet Home

In effetti la giornata mi rimane in mente perche il campeggio di Puhe Puhe e’ stato l’unico nel quale siamo riusciti a tenere la tenda montata per 2 notti , un tempo talmente lungo da farci sentire a casa.
Oggi il giro e’ ad anello con special stage della mattina tipo enduro test nella pista da cross di bariloche….
Partenza a staffetta di 15 moto in una pista polverosissima e bucatissima, salti doppi da affrontare con una moto da 200 kg che ha 230 mm di escursione davanti e dietro e perde 50 mm di negativo quando scende dal cavalletto….

Risultato: un ferito grave, un ferito medio ed un ferito lieve.
Marc Andre Canada si rompe una clavicola ed e’ fuori gara,  XXX team alps si sdraia in una curva ed e’ escoriato come S. Crispino, io prendo un sasso sparato da un ruota posteriore in faccia e recupero due punti allo zigomo sinistro.

Il pomeriggio siamo ai piedi del ghiacciaio nero dopo aver percorso una strada polverosissima che attraversa foreste e morene.
La sera all’accampamento ci aspetta la prova di meccanica che superiamo brillantemente. Ultimo sforzo della giornata dopo cena con presentazione in inglese del proprio paese a tutti gli altri team. Gli italiani.…. non sappiamo bene la lingua ma quando c’e da far ridere facciamo la differenza.

29/11 Day 5 Tappa Marathon Umida
450 km di trasferimento, per buona parte del viaggio la pioggia ci tiene compagnia, partendo in sordina e diventando  potente ed incessante al nostro arrivo a Huilo HUilo in terra CHlena.
Oggi si viaggia con la Germania che guida la classifica a la squadra.
Asfalto, si viaggia veloce e in poco tempo siamo a S.Martin de Los Andes.
Pausa caffe’ e si imbocca lo sterrato, strade bianche che si inerpicano su per le montagne, fino ad uno speduto posto di confine. Da qui inizia una strada nel bosco in salita che la pioggia ha reso impegantiva e parte uno specialone di 50 km. Arrivo della Ps al confine chileno, piove a dirotto ed i doganieri inflessibili esaminano con precisione il poco bagaglio che portiamo con noi.
Dalla dogana all’arrivo al campeggio e’ una doccia ininterrotta.
All’arrivo, sotto una struttura in legno al centro del campeggio viene acceso un fuoco per provare ad asciugare le nostre cose.
La sera trascorre nel sontuoso albergo huilo huilo, dove l’organizzazione passera’ una calda notte, mentre i concorrenti metteranno alla prova la loro  gs attitude nelle loro tende umide.
Niente special stages oggi, manteniamo la quarta posizione.

30/11 Day 6 l’importanza di essere sandmen
La mattina pioggia battente, si smontano le tende, ci si prepara per partire in moto e l’organizzazione ci sorprende con una gara di orienteriing a piedi sotto l’acqua.
Corsa per circa 5 km con stivali e abbigliamento da moto…fatica da bestie ma l’italia e’ terza.
Trasferimento verso Pucon in carovana con special stage dopo pranzo sulla sabbia vulcanica.
Qui cadendo nella prova a cronometro regalo alla squadra una 15a posizione che mi butta un po’ giu’ il morale.
Alla sera arriviamo a Pucon sulle rive del lago Villarica.
E’ caldo, le tende sono montate in riva al lago e’ c’e un bar con una bella terrazza, musica, birre, pisco sour e comode sdraio ci accompagnano fino all’ora di cena.
Nonostante la debacle sulla spiaggia, manteniamo la quarta posizione….la mia coscienza e’ salva…buonanotte.

1/12 Day 7 Horse is Dead
Partenza presto, ascesa al vulcano Villarica, la’ dove ci sono ancora le nevi, il bianco contrasta con il nero della sabbia che e’ dappertutto intorno a noi.
Giunti alla fine della strada godiamo della vista sul lago villarica, foto di rito e poi partenza di fretta causa pioggia.
Nel trasferimento che ci riporta a Temuco, punto di partenza del Gs Trophy, incontriamo un altro stravagante special stage: attraversare un ponte tibetano di circa 100 m con un bicchiere colmo d’acqua in mano…..tipo giochi senza frontiere.

A Temuco, al nostro arrivo ci aspetta una pioggia battente che accompagna gli ultimi due special stages.
Lo slalom in sella ad un 1200 gs con un carretto al traino e una prova di trial su un percorso reso impraticabile dalla pioggia.
Alla fine Andrea ci mette una pezza e la classifica finale ci vede sul gradino piu’ basso del podio durante il Farewell Dinner.

Contentissimi, L’italia alla fine dei sette giorni di gara chiude terza dietro Germania e Francia, il miglior piazzamento da sempre in questo tipo di competizione giunta ormai alla sua terza edizione.

Festeggiamenti fino a tardi e come e’ oramai consuetudine, andiamo a dormire sotto la pioggia battente.


2/12 Day 8 Un bus per l’aeroporto

E’ finita, si salutano gli amici, si salutano le moto, si fanno I bagagli, il clima e’ quello da ultimo giorno di vacanza, da domani si torna a scuola.
Si ride, si scherza, ma la malinconia comincia gia’ a farsi sentire.

Sull’aereo da Santiago a Parigi la sensazione e’ quella di un risveglio da un sogno, troppo veloce e con troppe immagini da ricordare
Gli scenari, quelli sono ancora negli occhi e nella mente, praterie sconfinate, laghi placidi come specchi, vulcani innevati, ghiacciai, foreste, i colori ed i profumi della primavare australe e poi piste fino all’orizzonte, sabbia, polvere e fango.
Nel cuore i compagni di viaggio, storie, lingue  e culture diverse, passioni comuni in grado di abbattere ogni confine: la moto, il fuoristrada e la voglia di avventura.
Sulla pelle resta il ricordo del freddo, della pioggia e del sole delle Ande che sferzano il volto mentre stringi il manubrio tra le mani e non intaccano il senso di liberta’ che hai dentro.

Alla fine ho un’interpretazione tutta mia della “gs attitude” : e’ una storia d’amore…per la natura, per il fuoristrada, per l’avventura e per la gente che la vita ci fa incontrare .


Alessandro Bottani

 
 
 
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